Alessandro BenedettiAlessandro Benedetti profile image

A chi non piacerebbe trascorrere una vita in vacanza, come cantavano i ragazzi di Lo Stato Sociale all’ultimo festival di Sanremo? Nel corso degli anni ho colto un aspetto delle vacanze, ovvero che il tempo a disposizione è inversamente proporzionale al bisogno che se ne ha. Mi spiego: più si è giovani e più sono i momenti di svago, mesi e mesi estivi trascorsi sotto al sole senza alcun pensiero fra la testa, se non quello di costruire il castello di sabbia più grande. Crescendo invece, presi della fatica del lavoro, trascorrere un giorno dedicato al relax diventa sempre più difficile. Con l’avanzare dell’età e l’aumentare delle responsabilità aumentano di pari passo le possibilità e il desiderio di visitare, scoprire, sperimentare, assaporare e vivere sensazioni ed esperienze uniche. Le proposte per evadere dalla normalità si fanno sempre più ricche, soprattutto grazie all’arrivo di internet che ha, inevitabilmente, moltiplicato le opportunità a disposizione. La varietà di siti che offrono e propongono soluzioni comode e veloci per prenotare on-line, forum di scambio di opinioni e pareri, app per vedere e scoprire in tempo reale realtà a noi sconosciute. Internet ha incentivato e mutato il nostro modo di andare in vacanza, radicalmente. L’innovazione porta con sé inevitabili conseguenze per il mondo terreno, che ha dovuto adeguarsi all’ondata portata dallo tsunami digitale. Quanti di noi fruiscono di Trip Advisor periodicamente, anziché domandare ad amici nuovi posti da provare? Più in generale, chi ha subìto il torto maggiore sono le agenzie viaggi, che nel corso del tempo hanno gradualmente perso clienti e pubblicità in favore dei grandi colossi on-line. La realtà in cui viviamo richiede sempre più immediatezza e velocità di reazione: decido la meta da raggiungere, scelgo il Bed and Breakfast su booking, prenoto il volo aereo sull’App della compagnia, parto. Questa velocità di reazione presuppone un’azione da parte degli operatori turistici classici che, se non vogliono perdere terreno, devono necessariamente ripensare il loro modo di essere, riqualificare il loro ruolo per non essere dimenticati fra un’App e l’altra. Il compito delle agenzie viaggi non è, ancora, diventato superfluo, ma si prepara ad affrontare una sfida, e la speranza è che non esca sconfitta dal confronto. Perché, in fondo, tutti noi sogniamo una vita in vacanza.