Rachele Alice BonalanzaRachele Alice Bonalanza profile image

Non è mai troppo tardi per iscriversi all’università e rimettersi in gioco.

Hai mai immaginato di essere in pensione e di ritornare a studiare? Comunemente si pensa che l’università appartenga alla fase di vita in cui si è giovani, pieni di energia e pronti a tuffarsi verso un futuro lavorativo promettente. Eppure, c’è chi, dopo una vita intera, all’avvicinarsi della pensione, decide di riprendere gli studi. Una scelta dei più coraggiosi e curiosi, perché le difficoltà sono innumerevoli. Avere una famiglia a carico da gestire crea una sfida organizzativa e tante complicazioni in più. Inoltre, faticoso e arduo diventa tutto ciò che è facile per un giovane; ad esempio memorizzare informazioni nuove ed utilizzare strumenti tecnologici quali il computer non è più scontato e naturale. Non dimentichiamo poi le relazioni sociali e l’ambiente circostante in cui i compagni di studio appartengono ad una generazione completamente diversa, con modi di comunicare, di interagire e di collaborare differenti. In un ambito così giovanile e dinamico, ci si può sentire davvero dei ‘pesci fuor d’acqua’. Allora perché fare tutto ciò? Lo studio ravviva la memoria e fa bene al corpo ed alla mente. In tal modo queste persone si “riattivano” e l’invecchiamento rallenta a tutto vantaggio della salute. Dinnanzi a giornate che si prospettano vuote e senza scopo, l’università riaccende ‘quel qualcosa’ che ci spinge ad alzarci la mattina. Nondimeno, molta forza di volontà e voglia di rimettersi in gioco sono essenziali. È proprio vero che nella vita, “non si finisce mai di imparare”.