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Intervista a Beltraminelli, Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento della Sanità e della Socialità.

Cosa bisogna studiare per diventare un bravo politico? Più in generale, cosa hanno studiato i più importanti politici ticinesi del panorama attuale? Lo abbiamo chiesto al direttore Paolo Beltraminelli. «Ho studiato ingegneria rurale presso il Politecnico di Zurigo. In realtà, al liceo avevo l’intenzione di fare il docente di educazione fisica. Però mio fratello aveva la stessa passione e due insegnati della stessa materia in famiglia sono troppi. Quindi, ho optato per una professione più tecnica e all’aria aperta, diplomandomi nel 1986 come ingegnere rurale». Non c’è un unico percorso di studi che garantisca di poter apprendere il mestiere e l’arte del politico, sono tante le strade da dover percorrere e le esperienze da affrontare. In ogni caso, il direttore Beltraminelli si dice contento della sua scelta. «Ciò che ho appreso durante i miei studi a Zurigo mi è ritornato utilissimo. Ho iniziato a lavorare subito dopo aver finito l’Università. A tornare indietro forse prenderei un anno sabbatico per studiare le lingue. Ma volevo e dovevo guadagnare, quindi a 25 anni ho iniziato a lavorare per uno studio di ingegneria a Lugano, fino a diventarne il Direttore. Nel 2011 sono stato eletto quale Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento della sanità e della socialità e la formazione di ingegnere si è rivelata molto utile.» I ricordi del periodo di studi all’università sono felici per Beltraminelli, che ci racconta anche un simpatico aneddoto: «Mi sono sempre piaciute le feste degli studenti. Mi ricordo di una serata particolare, durante la festa dei “Gallici”, cioè dei francofoni che studiavano all’Università e al politecnico. Verso le 3 di mattina, rientrando a casa, mentre ero in auto con alcuni compagni, siamo stati fermati da un blocco della Polizia. Il poliziotto ci ha chiesto: “Woher kommen Sie?”. Il mio amico alla guida risposte: “Aus Palestinien!”. Meglio che mi fermo qua e non aggiungo ulteriori dettagli… Siamo comunque tornati sani e salvi a casa (e con la patente ancora nel portafogli).» Il direttore ci confessa anche un piccolo rammarico relativo al periodo di studi da fuori sede, una cosa che se potesse tornare indietro farebbe diversamente: «Durante i miei studi, ero allenatore dei ragazzi di corsa d’orientamento. Questa mia passione mi ha portato a rientrare quasi tutti i fine settimana in Ticino. In questo modo non ho vissuto completamente la vita da studente a Zurigo, e per questo sono un po’ rammaricato. In compenso ho conosciuto tantissimi studenti durante i viaggi in treno. Le conversazioni nate in queste occasioni sono sempre state interessanti e utili per “far passare” il tempo durante i viaggi… e forse è stato utile anche per la politica».
Infine, chiediamo a Beltraminelli quale sia il problema politico che più lo preoccupa in questo momento. Il suo pensiero va al sistema previdenziale: «La previdenza vecchiaia (AVS e CP), un tema che preoccupa anche i giovani ed è legato al costante aumento di anziani e al preoccupante basso tasso di natalità».