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La Maison Bed and Breakfast e la storia di Greta Venturini, che ha trasformato la sua passione nel lavoro dei sogni

Greta Venturini ha 28 anni, vive a Lugo e lavora come costumer care in un’azienda del territorio. Il tempo libero lo sfrutta per concretizzare il sogno di una vita: gestire un Bed and Breakfast. La sua avventura da imprenditrice del turismo inizia a Lugo, in Emilia-Romagna, dove nel 2017 apre la sua attività, La Maison B&B. Conciliare i frenetici impegni della vita quotidiana, la responsabilità del lavoro e la passione per la cura del B&B sono un compito impegnativo ma generoso di soddisfazioni. Greta è solare e vivace, pronta a raccontare che cosa significa vivere in prima persona la sfida di un Bed and Breakfast.

Quando è nata la passione per l’albergazione? È un sentimento che ho coltivato nel tempo, nato dall’ammirazione nei confronti di mia nonna Teresa, originaria di Salerno, sempre accogliente ed ospitale, caratteristica tipica del Sud Italia. Sono cresciuta con il suo ricordo e posso dire di avere questo spirito nel sangue; me ne accorgevo già nelle serate fra amici, dove il mio primo pensiero ero quello di rendere la casa accogliente. Il nome “La Maison” nasce proprio da qui: durante gli anni delle superiori organizzavo spesso cene o ritrovi con i miei amici e, ogni volta, fra noi dicevamo: “ci vediamo alla maison di Greta”. Ho voluto chiamare così la mia attività per conservare questo sentimento e ricordo di spensieratezza. Vivo l’ospitare come un piacere, una gratitudine.

Per quale motivo scegliere un B&B anziché un Hotel? Un Bed and Breakfast, a differenza di un albergo, ha un’anima, racconta molto del proprietario. Un B&B è un luogo caldo ed accogliente, parte della storia di chi lo ha abitato e per questo più accogliente di uno spazio senza una vera identità. L’esperienza in un B&B è poi differente, già dal rapporto con il titolare, che è a disposizione unicamente per te.

Quali sono i compiti a cui sei chiamata? Mi occupo di ogni aspetto, dalla gestione della prenotazione all’organizzazione del soggiorno, preparare la colazione per i giorni seguenti, fornire e mantenere sempre pulita la biancheria e gli spazi. Sono compiti apparentemente semplici, ma che in sé richiedono una precisa organizzazione: lavorando 8 ore al giorno, nell’azienda in cui sono impiegata, il tempo a disposizione per La Maison è sempre poco, per questo devo saper conciliare ogni aspetto della giornata con i compiti da svolgere, ogni ritaglio di tempo è utile.

Lugo è una città dalle dimensioni modeste, sicuramente non in competizioni con l’offerta di Bologna o Firenze. Quali sono allora i motivi e le storie più comuni che portano gli ospiti a La Maison? Lugo conta poco più di 30'000 abitanti, è una città piccola ma che conserva un animo aperto e ricco di avvenimenti. Inizialmente ero scettica, avevo sottovalutato la mia città. Vista la vicinanza del B&B all’Ospedale e ad altri centri medici, avevo previsto un turismo utilitaristico legato a soggiorni brevi e funzionali. Nel tempo però mi sono dovuta ricredere: sempre più spesso ho ospitato viaggiatori di ogni genere, dall’appassionato enologo che trascorre tre giorni alla degustazione di VinLugo, alla stilista che visita la fiera di Vintage fino al pilota che partecipa alla corsa di Rombi di passione. Non mancano poi i turisti che cercando un luogo di transito fra Ravenna, Bologna e Ferrara. Lugo è quindi una città capace di offrire eventi e appuntamenti che coinvolgono e attirano persone, dimostrandosi centrale nella sua posizione geografica e culturale.

La soddisfazione più grande del tuo lavoro? La ricompensa più gratificante che un ospite possa darmi è sentirmi dire: «mi sono sentito come a casa». Questo è il motivo per cui ho aperto La Maison, offrire ospitalità e generosità ai viaggiatori in cerca di un luogo che racconti loro una storia, la mia storia.

Visita www.lamaison-bb.com e scopri di più sull’attività di Greta, oppure contattala all’indirizzo lamaison.gv@gmail.com.