Amedeo GaspariniAmedeo Gasparini profile image

Le sei giornate del Festival dei diritti umani a Lugano – da martedì 9 si sono susseguiti una trentina di proiezioni su questo tema – si sono concluse con un ospite d’eccezione, domenica 14 ottobre al Villa Castagnola: Laura Boldrini, già Presidente della Camera dei Deputati nella XVII Legislatura e da sempre attiva per i diritti di donne, minori, migranti e non solo. Dopo un breve elogio alla stampa svizzera – “che ha un particolare occhio di riguardo nei confronti della politica estera” a differenza di quella italiana in cui “c’è pochissimo spazio e poca riflessione” – Boldrini si è espressa a tutto campo nelle tematiche più scottanti e controverse che l’hanno trovata anche protagonista da quando ha intrapreso la carriera politica: da Trump a Salvini, dall’aborto ai migranti, dall’odio dei social ai “diritti delle donne”. “Il diritto d’asilo” spiega l’Onorevole, “è un diritto fondativo, presente su tutte le carte e che hanno dato la direzione dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.”

Nella sua vita Laura Boldrini si è occupata dell’uguaglianza tra uomini e donne (elemento che in Italia “è ancora un tabù”). “Ho lavorato venticinque anni alle Nazioni Unite, di cui quindici all’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, fino al 2012, quando decisi di accettare la proposta di candidarmi alle elezioni politiche come indipendente” – nelle liste di Sinistra Ecologia e Libertà – “perché pensavo fosse arrivato il momento di mettere a disposizione del mio paese la mia ormai lunga esperienza.” Esperienza delegittimata da innegabili e deplorevoli gli attacchi da parte di alcune zone deviate del cosiddetto “web degli haters”; non da ultimo, spiega Boldrini, “bufale, tentativi di delegittimazione, minacce di morte, proiettili via posta, minacce a me, a mia figlia e alla mia famiglia.” E ancora: “La battaglia contro l’odio, l’odio che ci sta divorando” e d’altra parte, la denuncia contro gli haters (“spendo molto tempo nelle aule di tribunale”) che, raggiunti al telefono di casa, “avevano paura di venire al telefono. Mandavano la moglie. O la madre. Non avevano il coraggio di spiegarmi perché avevano scritto quelle cose contro di me.”

Chiusura poi sui diritti umani: “credo fortemente nel valore dei diritti umani, perché sono fondamentali per l’evoluzione dell’umanità. Non si negozia su questo ed ecco perché ho deciso di portare avanti la mia battaglia anche da Presidente della Camera.” E i diritti umani oggi? “Sono considerati quisquiglie, ma sono l’architrave delle nostre democrazie. E dunque svalutare il senso della difesa dei diritti umani vuol dire tornare a trattamenti inumani e degradanti delle persone.” E poi l’affondo finale, energico, a voce alta: “I diritti non sono per sempre! La Storia ce lo insegna! La democrazia non è per sempre! È questo quello che i giovani devono capire. Bisogna far ragionare i giovani e far capir loro che se non si mobilitano a difesa dei valori fondativi delle nostre democrazie, quello che abbiamo davanti è il baratro.”