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Commenti e considerazioni del gruppo di ICE sui corsi e la vita alla Hanken School of Economics

L’arrivo presso l’Università di Hanken è stato pieno di emozioni e voglia di iniziare questo nuovo percorso. La similarità con l’Università della Svizzera italiana, di cui io e gli altri membri dell’ICE eravamo stati informati, ha aiutato a rapportarci con questo nuovo mondo. La mia personale prima impressione è stata di un luogo improntato sullo scambio e con gli studenti come punto focale. Questo ragionamento non è solo dovuto alla struttura architettonica dell’università incentrata all’apertura e sulle zone di scambio, ma anche per la tipologia di insegnamento composta da diversi interventi di ospiti e interazioni. Ho voluto confrontarmi con i miei compagni del programma di Intercultural Communications and Economics.

Indra ha approcciato questa nuova università attraverso una riflessione sulla possibilità di crescita personale, ma un altro aspetto che la ha colpita molto è l’architettura della università. Difatti ha notato come “entrando a scuola si entra subito nel cuore della vita, siccome si è subito di fronte alla mensa e l’atrio principale con tavoli dove è possibile studiare, mangiare e condividere del tempo con i propri compagni”. Un aspetto estremamente interessante che Indra ha scoperto grazie all’impostazione della scuola è l’importanza dello scambio di conoscenza e dell’essere curiosi in ogni aspetto della vita. Sheila ha evidenziato un altro lato di Hanken, infatti ha detto: “ho ritrovato una struttura simile con l’USI, però con un maggiore accento sui luoghi di ritrovo e di studio per gli studenti. In questo modo si capisce in modo evidente come il centro siano proprio gli universitari stessi”. Inoltre, ha aggiunto che “grazie ai corsi di cultura nordica è possibile capire come essa sia parte di ogni aspetto della vita”. Anche Sarah ha evidenziato la forte presenza della cultura finlandese all’interno dei comportamenti stessi delle persone. In Finlandia il concetto del silenzio è visto come simbolo di rispetto tra gli individui e nei confronti della natura e questo approccio anche all’interno dell’istituto l’ha colpita molto. Gianluca, invece, ha subito potuto applicare a sé stesso le cognizioni apprese durante i corsi. Difatti ha espresso il suo giudizio più sull’aspetto personale, dicendo: “sto imparando a sviluppare la mia cultural intelligence e questo mi sta permettendo di vedere le cose in modo diverso e apprezzare ogni successo”. Ogni persona ha definito la scuola con aggettivi e metafore differenti, in particolare Polina ha usato il termine “hub di idee, grazie alle continue interazioni tra allievi, docenti e guest speakers”. Questo concetto è stato espresso anche da Chiara, la quale ha evidenziato questo approccio anche nelle lezioni e la loro struttura, infatti ha specificato come “all’interno delle classi vengano create delle situazioni che permettono di incrementare una dinamicità intellettuale di riflessione tra persone differenti con idee diverse”.
Vittorio, concordando con gli altri, ha aggiunto il dispiacere che un’università che sta dando tanto a noi sia da un lato umano che intellettuale non abbia una grande visibilità al difuori della Finlandia.

Tutti noi stiamo apprezzando questa esperienza e il primo impatto con Hanken ci ha permesso di capire la cultura finlandese e l’importanza del confronto con altre culture.