Antonio Paolillo Antonio Paolillo  profile image

Tra rock progressivo, blues e fusion-jazz, arriva dall’Inghilterra il guitar hero della nuova generazione

Il trentennio ’70, ’80 e ’90 della musica contemporanea è stato caratterizzato dalla presenza di grandi virtuosi, soprattutto negli ambiti di rock’n’roll, blues e rock progressivo, che hanno fatto scuola un po' a tutti i futuri musicisti che in quegli anni, invece, nascevano o muovevano i primi passi nell’ambito musicale. Nell’ambiente chitarristico tra i più influenti sono stati sicuramente David Gilmour (Pink Floyd), Eric Clapton (Cream), Slash (Guns’n’Roses e Velvet Revolver), Angus Young (AC/DC), Steve Morse (Deep Purple), oltre che i vari solisti come Eric Jhonson, Joe Satriani, Gambale e Steve Vai. Questi titani della chitarra elettrica hanno dominato, ed in parte continuano a farlo, la scena musicale contemporanea tanto che il loro stile e molti dei loro brani rimarranno come pezzi di storia. Come nella Teogonia di Esiodo, però, i titani vengono prima o poi spodestati dai loro figli, che nel nostro caso possiamo vederli come coloro che da essi ne prendono ispirazione per poi andare oltre. In virtù di questo processo di ricambio, negli ultimi anni stiamo assistendo alla nascita di grandi talenti che mescolano nel pentolone del loro repertorio tanti stili diversi, ricavandone spesso dei risultati molto interessanti.
Uno di questi talenti è sicuramente l’inglese Guthrie Govan, dotato di una tecnica impeccabile, nonché di un tocco ed un gusto sopraffini. Nato nella contea dell’Essex circa quarantasette anni fa, imbraccia per la prima volta una chitarra all’età di tre anni, e questo gli permette di sviluppare un senso musicale fortissimo che lo distinguerà in tutta la sua carriera. Già ai nove anni comincia a suonare nel programma di una televisione londinese, mentre ai venti ha disponibile un demo di un suo brano che lascia sconvolti alcuni produttori. Il brano si chiamava Wonderful Slippery Thing, e gli valse il premio di* Guitarist of the year* dalla Guitarist Megazine nel 1993. Il suo album di debutto da solista arriva però nel 2006, dal titolo Erotic Cakes ed ha uno stile molto particolare e difficile da inquadrare in una sola categoria musicale nel quale ama spaziare da sonorità jazz-fusion a elementi blues, fino al funk, non disprezzando la carica del rock. <<Molti diventano shredder senza musicalità, bisogna invece apprezzare il suono delle note […] ognuna di esse ha qualcosa di speciale da regalare al sottofondo armonico>>. Questa la filosofia di Guthrie espressa in pochissime parole da lui stesso, l’essere virtuosi senza essere degli “sparanote” glaciali. È anche famoso per l’utilizzo sulla chitarra della tecnica dello slepping (un modo particolare di suonare il basso elettrico). Oltre che da solista, Guthrie Govan ha militato nella band degli Asia e compone, con l’importantissimo batterista tedesco Marco Minnemann, la particolarissima band dei The Aristocrats.
Un talento quello di Govan che lo ha portato a diventare importante anche in ambito didattico e che sicuramente lo ha trasformato nel moderno guitar hero per i giovani chitarristi.